Mamma, che combini?!

arredamento con stfa

Questo ultimo Natale ho voluto strafare e ho regalato una stufa a pellet ai miei genitori. Il motivo? Iniziano ad avere una certa età per portare tonnellate di legna nello scantinato che utilizzano come magazzino. In più, col freddo che c’è di solito nella zona in cui vivono loro, dover scendere per andare a prendere la legna in modo da accendere il fuoco o ravvivarlo è abbastanza controproducente. Praticamente ogni volta che aprono la porta annullano tutto il lavoro fatto dalla legna.

Insomma, li ho portati in un negozio nella mia città per fargliela scegliere. So com’è mia madre, per arredare la casa ha comprato una quantità indefinita di manuali che si è accuratamente letta per poter capire come vada abbinato cosa con cosa. Colori, mobili, stili, una serie di cose per cui ammetto di non essere portato, la mia casa è classicissima. Mobili marroni, pareti bianche, pavimento in cotto e parquet. Fine.

Le ho proposto di scegliere il modello che più le piaceva senza dire niente riguardo al prezzo. Era un regalo che da tempo volevo far loro, non mi interessava quanto dovevo spendere, ormai ero deciso a farglielo. Hanno scelto il modello che più gli piaceva, tenendo conto anche delle dimensioni e di dove la avrebbero posizionata, e gliel’hanno consegnata a casa dopo un paio di giorni.

Ieri, dopo un po’ che ormai l’avevano in casa, mi ha telefonato mia madre tutta arrabbiata. Ma dove la devo infilare la legna? Non c’è posto. Mi è crollato un pezzo di mondo addosso. Mamma, la legna? E’ a pellet! Dovete comprare il pellet e usare quello! Si ostinava a dire che siccome era uguale alla vecchia stufa a legna che avevano in cucina, pensava di poter utilizzare il pellet o la legna a propria discrezione. Questo mi ha fatto capire che in un mese, quasi, di convivenza con la stufa, o non l’hanno mai accesa, o hanno rischiato di far saltare tutto in aria.